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Avvio della sperimentazione sulla CCSVI

La SA.S.M. ha il piacere e l'orgoglio di informare i propri iscritti che  -  anche a seguito della fervente attività svolta dall'associazione a beneficio di tutti gli ammalati Sardi di Sclerosi Multipla (diagnosi in loco sulla CCSVI e contatti e confronti continui con gli enti ed organismi interessati) - è finalmente in grado di confermare l'avvenuta autorizzazione, da parte della Regione Autonoma della Sardegna, all'avvio della sperimentazione inerente al metodo del Prof. Zamboni. Ulteriori aggiornamenti su questo sito web.


I video del I°Convegno regionale CCSVI e Sclerosi Multipla

Sono disponibili i video del I°Convegno regionale CCSVI e Sclerosi Multipla, che si è tenuto a Sassari il 24 Aprile 2010 e che ha visto la partecipazione del Prof. Paolo Zamboni, del Dott. Roberto Galeotti e del Dott. Fabrizio Salvi.

 


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La SASM dona attrezzature al reparto di Chirurgia Vascolare di Sassari

Venerdì 23 Dicembre 2011 00:05

Scritto da master

L'associazione SA.S.M. Sardegna Sclerosi Multipla - ONLUS - per consentire un adeguato Day Hospital - necessario per i malati che verranno sottoposti all'intervento di "liberazione" nello studio sulla CCSVI ha ceduto in comodato gratuito a tempo indeterminato al reparto di Chirurgia Vascolare dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari, le seguenti attrezzature:

n.2 poltrone multidisciplinari - elettriche a 3 motori

n.2  aste portaflebo in acciaio inox

n.1 lettino visita ad altezza variabile.

In futuro basterà un prelievo di sangue per diagnosticare la SM. Ricercatori italiani scoprono nel sangue marcatori specifici della malattia

Giovedì 22 Dicembre 2011 23:57

Scritto da master

Basta un'analisi del sangue per diagnosticare la sclerosi multipla. Un grande successo, per una diagnosi sempre più precoce della malattia. Il risultato è stato ottenuto da un gruppo di ricerca dell’ Istituto San Raffaele coordinato da Cinthia Farina, e lo studio è appena stato pubblicato su Journal of Autoimmunity. I ricercatopri sono riusciti, attraverso un'analisi di genomica funzionale, a identificare biomarcatori specifici per la sclerosi multipla mediante un semplice prelievo di sangue. Nel pool di scienziati c'è anche Marco Di Dario, giovane ricercatore che ha ricevuto per questa ricerca una borsa di addestramento della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla.

Lo studio
La sclerosi multipla, che colpisce il sistema nervoso centrale, è associata ad alterazioni nel sistema immunitario in parte riconducibili a una predisposizione genetica, ma marcatori accurati e facilmente misurabili non sono stati sinora identificati. In questo studio sono stati valutati più di 20.000 geni nel sangue di pazienti con sclerosi multipla (SM) e questi profili sono stati paragonati a quelli di donatori sani, introducendo un nuovo approccio nell’analisi statistica e bioinformatica che tenesse conto anche del genere maschile o femminile del malato.

Sono emerse due osservazioni interessanti. La prima si riferisce ai geni associati al sesso: si è visto infatti che la sclerosi multipla è caratterizzata da cambiamenti significativi sia nella quantità che nel tipo di geni che sono diversamente espressi nel sangue degli uomini e delle donne. La patologia quindi stravolge il normale mantenimento delle differenze di genere nel sangue.

Una seconda osservazione emerge dal confronto tra i geni espressi nella popolazione sana e malata. Sono state identificate delle “firme molecolari” associate alla patologia diverse negli uomini e donne con SM. Questi “codici a barre” distinti hanno tuttavia fornito informazioni sugli stessi processi biologici sottesi alla malattia. Analisi bioinformatiche “in silico” hanno permesso di ipotizzare un nuovo meccanismo patogenetico legato alla trascrizione genica dipendente dal fattore SP1. L'esistenza di un inibitore farmacologico specifico per SP1 ha consentito di svolgere esperimenti in vitro ed in vivo nel modello della sclerosi multipla. Nell’animale l’inibizione di SP1 migliora in maniera significativa il decorso della malattia.

"È un lavoro di medicina traslazionale molto innovativo – spiega Cinthia Farina, responsabile del laboratorio di Immunobiologia delle Malattie Neurologiche presso l’Istituto di Neurologia Sperimentale INSpe del San Raffaele - , poichè per la prima volta è stato usato nell'analisi di genomica funzionale un approccio di “medicina di genere”, quella specialità della medicina che si occupa delle differenze nella fisiopatologia tra donne e uomini. Questo ci ha consentito di ottenere marcatori in grado di distinguere in maniera molto precisa i malati dalla popolazione sana. In altre parole, andando avanti nella ricerca sarà possibile, un domani, capire da un prelievo di sangue se una persona è affetta da SM oppure no. Inoltre, l’utilizzo di vari approcci bioinformatici e di biologia dei sistemi ha permesso di andare oltre la presenza di singoli geni come marcatori della patologia, e di decifrare informazioni biologiche complesse che risultano dall’interazione di questi marcatori tra loro. Queste interazioni non erano sinora altrimenti ipotizzabili con le tecniche tradizionali di indagine. Tali informazioni potranno essere utili per lo sviluppo di nuovi protocolli terapeutici”.

Fonte: www.vita.it

La Regione Sardegna giudica ammissibile lo studio per la valutazione dell'efficacia del trattamento endovascolare della CCSVI nei pazienti affetti da SM

Mercoledì 07 Dicembre 2011 22:11

Scritto da master

Con la determinazione N. 10452 REP. N.1470 del 5 Dicembre 2011, la Regione Autonoma della Sardegna pubblica gli esiti alla verifica di ammissibilità formale dei progetti presentati sul bando pubblicato sul BURAS n. 31 del 31.10.2011, e ritiene "ammissibile" lo studio controllato e randomizzato in doppio cieco per la valutazione dell'efficacia del trattamento endovascolare sulla CCSVI nei pazienti affetti da Sclerosi Multipla con disabilità compresa fra 2 e 6 nella scala EDSS di Kurtzke.

Per ulteriori dettagli si rimanda alla pagina web della Regione Sardegna - link alla pagina

La SA.S.M. provvederà a fornire ulteriori informazioni sullo sviluppo del progetto sul suo sito web.

Riunione Informativa - Macomer

Giovedì 24 Novembre 2011 21:51

Scritto da master

Sabato 26/11/2011 alle ore 10.00, nella sala del "Ristorante Mandiga Lestru" presso "Bar Pasticceria Garida" in Piazza S. Antonio n.16 a Macomer (NU), si terrà una Riunione Informativa a cura della SA.S.M. Sardegna Sclerosi Multipla ONLUS. Si riporta di seguito il programma dell'incontro.

Programma

ASSOCIAZIONE SA.S.M. ONLUS: finalità, solidarietà e risocializzazione.

CCSVI - Insufficienza Venosa Cronica Cerebro Spinale - la grande idea del Prof. PAOLO ZAMBONI.

CCSVI e SA.S.M.: diagnosi.

LIBERAZIONEattività della SA.S.M. Avvio sperimentazione in Sardegna.

 

 Relatore: Gian Tomaso Marchio - Presidente Regionale SA.S.M.


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Insufficienza venosa cronica cerebrospinale nella sclerosi multipla: sicurezza del trattamento ambulatoriale endovascolare delle vene giugulare interna e azygos

E' stata valutata la sicurezza del trattamento ambulatoriale endovascolare della vena giugulare interna e della vena azygos nei pazienti con insufficienza venosa cronica cerebrospinale ( CCSVI ) associata a sclerosi multipla.

Nell'arco di 7 mesi, 247 procedure sono state effettuate in 231 pazienti. L'età media dei pazienti era di 48.2 anni ( range: 25.7-70.2 anni ); il 63.7% erano donne e il 36.3% erano maschi.

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Angioplastica venosa nei pazienti con Sclerosi Multipla: risultati di uno studio pilota.

L'insufficienza venosa cronica cerebrospinale ( CCSVI ) è associata a sclerosi multipla. L'obiettivo di uno studio, coordinato da Paolo Zamboni dell'Università di Ferrara, è stato quello di valutare se l'angioplastica percutanea transluminale ( PTA ) delle lesioni rilevate mediante tecnica eco-doppler ( duplex ) a livello della vena giugulare interna e/o della vena azygos, fosse una procedura sicura, e se ci fosse evidenza che il trattamento riducesse l'attività di malattia nei pazienti con sclerosi multipla.

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Flash News 1 - Ricerca

Alta prevalenza di insufficienza venosa cerebrospinale cronica nella sclerosi multipla.

Più del 55% dei pazienti con sclerosi multipla, che hanno preso parte alla fase iniziale del primo studio clinico randomizzato finalizzato a individuare insufficienza venosa cronica cerebrospinale, presenta restringimenti delle vene cerebrali con conseguente riduzione del normale flusso sanguigno dal cervello.

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